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Eliselle,
autrice di "Ecstasy Love" (NPe)

La presentazione ufficiale di Ecstasy Love  si è tenuta in data 30 Aprile 2006 dalle 15 del pomeriggio, durante un 13 ore non-stop di musica al Tek di Traversetolo (Parma). Un evento unico che si ripete solo una volta all’anno, e richiama alla memoria i luoghi in cui è ambientato il romanzo. Un’occasione per procurarsi una copia insieme al CD e alla spilla, e assaporare il divertimento targato dallo storico Plasmaphobia – L’epidemia del suono (questo il link ufficiale). Un evento organizzato da Massimo Del Soldato, con la collaborazione di SoundVillage.

In quell'occasione, abbiamo intervistato la giovanissima, e già molto nota, Eliselle.

 

1) Nome e Cognome originali, età, luogo di nascita e di residenza.

Il mio vero nome è Elisa, intuibile dal mio soprannome Eliselle. Il cognome Guidelli. Sono metà modenese e metà reggiana, per nascita e residenza. In toto emiliana.

2) Da quanto tempo lavori nel campo della letteratura?

Da qualche anno. Lavorare però è un termine molto azzardato. Lavoro letteralmente significa "occupazione o attività retribuita". Ecco, io presto la mia opera, mi faccio un mazzo così, ma al momento non ho ancora visto un quattrino. Quindi lo considero una passione. Lo percepirò come lavoro quando mi darà anche di che vivere.

3) Fai altri lavori per mantenerti?

Eccerto! Lavoro (questa volta in senso letterale) come copywriter. Scrivere mi piace, e parecchio. Collaboro a riviste, anche. Ma di questi tempi, penso proprio che non solo chi scrive sia costretto a trovarsi e inventarsi altre professioni per campare. Mal comune...

4) Il tuo sito www.delirio.net è ultra-clickato, quale pensi che sia il segreto del suo successo (oltre alle frequente e sempre gradita newsletter)?

E' sempre aggiornato, è scanzonato e al contempo gestito in modo professionale, tratta argomenti di interesse e va a cercare chicche e particolarità che rischierebbero di rimanere in secondo piano. Dà valore a progetti e personaggi intriganti. E' gratuito. Da non dimenticare, questo, un aspetto che considero assai importante. Si inscrive nello speciale spirito della rete.

5) Quali sono i tuoi progetti per l'immediato futuro?

Trasformare Delirio.NET in un progetto multimediale a 360 gradi, anche al di fuori della rete. Promuovere i miei due primi libri, Laureande sull'orlo di una crisi di nervi e Ecstasy Love. Attendere l'uscita di Chemical Dreams (non so ancora che titolo avrà) per la Coniglio Editore a Maggio. Iniziare a raccogliere materiale per il mio prossimo romanzo. Ce ne sono sempre parecchie, di cose da fare.

6) Cosa ti piace, cosa non ti piace del tuo ultimo libro "Ecstasy love"?

Mi piace la storia. Non mi piace che la storia finisca troppo in fretta.

7) Cosa è in ballo al riguardo, come, dove lo vuoi pubblicizzare?

Un tour di presentazioni, con un'apertura fantasmagorica il 30 Aprile in un evento parmense al Tek di Traversetolo, dove verrà ospitato dalla Notte dei Ricordi del Plasmaphobia, una delle organizzazioni più riuscite e mai dimenticate per le sue serate di puro divertimento. In più, presentazioni alla radio. C'è un CD in allegato al libro, bisogna approfittarne!

8) Cosa ne pensi della Nicola Pesce Editore (sincera!)?

Al momento, è un caos! Ma dicono che con la buona volontà e l'esperienza si ottimizzi tutto, no?

9) Quand'è che ti piace scrivere, quali sono le tue modalità di creazione?

Quando mi viene un'idea, inizia a girarmi in testa e ho urgenza di toglierla di lì o non riesco a pensare ad altro. Per fare spazio nel cervello, allora, mi metto a scrivere ma a volte devo farmi violenza per concludere. L'ispirazione conta, ma conta molto la costanza nel metterla su fogli.

10) Quando un testo, secondo te, è ben riuscito?

Quando concilia generi anche profondamente diversi tra loro, e li confonde. Quando è ben scritto, originale, emozionante. Quando trascina il lettore e gli impedisce di staccarsi dalle pagine. Ma una ricetta fissa non esiste.

11) Mi ami?

No, a Settembre California. Per Miami, vedrò...

12) Li salutiamo 'sti lettori?

Ciao a tutti i lettori, un saluto speciale, per voi un invito aperto sui miei siti personali a dare un'occhiata!

(P.A.)

Interviste:

 - Eliselle.

Dicono di noi.
Nicola Pesce parla di UP e dei progetti della casa editrice con:

Necro.it

- Arte Insieme.

 


Ecstasy Love

Acquistare Ecstasy Love è facile. Ne esistono 2 versioni: una con il CD omonimo con 5 tracks di musica da discoteca (12,00 €), un'altra senza CD (8,00 €). E' sufficiente scrivere a ordini@underground-press.net e comunicare cosa si vuole acquistare ed il proprio indirizzo. Riceverete la vostra copia entro due settimane, con allegato un bollettino di conto corrente postale pre-compilato.

Necro.it.


Marco Milone intervista Nicola Pesce.

 

Lei nasce come scrittore, e poi come editore. Se non ha trovato nessun editore disposto a pubblicare i suoi libri, perché ritiene che siano ugualmente pubblicabili?

Innanzitutto buongiorno! Comunque, un libro pubblicato non è per forza un libro pubblicabile. Oggi girano tanti libri inutili, anche per editori prestigiosi. Io non voglio assolutamente contestare le loro scelte, ma il fatto è che per pubblicare la cosa fondamentale è dare il culo. Chiedo scusa per la volgarità dell'espressione, ma è dettata dalla rabbia e non può essere mediata. Per pubblicare esistono vari modi: conoscere l'editore, conoscere qualcuno nella casa editrice, essere una procace donzella, eccetera. Non bisogna certo saper scrivere, quella è l'ultima cosa.

Come scrittore mandavo testi in giro per il mondo, e tutte le risposte che mi arrivavano erano: troppo forte, togli questo, metti quello, cambia lo stile e giù di lì. C'erano persone nelle case editrici, e ci sono tutt'ora, che godono nel farti modificare il tuo lavoro. Tu, dopo che gli hai dovuto mandare il testo diecimila volte perché lo perdevano lo buttavano o lo scordavano, devi metterti a scambiare infinite e-mail, infinite telefonate, perché l'editor vuole da te modifiche. Non so se siano fatte in nome del mercato, che tutto lima, in nome delle personali frustrazioni dell'editor, non lo so.

Ho fondato una casa editrice perché non posso dare il culo. Non lo so fare e non voglio che altri lo facciano. Conosco gente che lo fa, e sono tutte brave persone, rispettabili, niente da dire. Chi si rivolgerà a me come editore magari non avrà ancora tirature da best-seller, ma avrà sicuramente rispetto. Ad ogni modo si può vedere che se ho pubblicato qualche libro, non era il mio! Le mie cose stanno ancora in cantina. Un'altissima umiltà o una bassissima presunzione mi costringono a non mostrarle ancora al pubblico.

 

Non è stata una scelta rischiosa aprire una casa editrice in periodi di crisi? Dopo questa esperienza quadriennale la ritiene una scelta saggia?

Oddio, crisi? Quale crisi? Ogni tanto qualche bancario con due macchine, appartamento, garage, la moglie che veste firmato, tre figli ognuno dei quali ha un telefonino e spende 50 euro al mese di traffico, ogni tanto qualche individuo così mi dice che non ce la fa ad arrivare a fine mese, mi dice che c'è crisi.

Io davvero non capisco, a me sembra che vada tutto a gonfie vele. La crisi alberga nel cuore degli sfaticati, e solo lì.

Dopo quattro anni (già quattro!?) sono fiero di come stanno andando le cose. La fortuna aiuta gli audaci, ma anche se uno è perseguitato come me dalla sfiga ci sono molte cose che si possono fare. Si dice che è un mondo che non paga. Io ho passione, mi stringo le mani con tutti coloro che l'hanno e andiamo avanti, divertendoci. Entro il 2006 guadagnerò abbastanza da poter vivere solo di questo. Ho 21 anni. Dunque, quale crisi?

 

Lei si occupa anche della rivista UP. La ritiene un’esperienza utile?

Nel 2002 avevo fondato la Nicola Pesce Editore e, pensando che il sale del commercio è la pubblicità, ragionavo su come fare a non dover stampare ad esempio 10 libri e dover fare 10 volte pubblicità. Allora pensai: una rivista periodica! Così la pubblicità sarebbe stata cumulabile. Se facevo pubblicità al numero 3, ne godevano anche in futuro il 4 il 5 e tutti gli altri!

Poi col tempo, dopo i primi incerti passi, quando non sapevo dove trovare uno che mi facesse un disegno passabile, col tempo tutto è cominciato a filare, come un sassolino che ruzzola da una montagna e prima via piano e poi è una valanga. Underground Press mi diverte un mondo, mi insegna.

Ho cominciato con 200 miseri euro, grosso modo. Ho passato le notti a fotocopiarmi la rivista. Sono diventato umile a forza di bastonate e di sudore. Se qualcuno si complimentava con me per un numero, io mi sentivo grande perché quel numero era uscito da me come un pezzo di carne: testi, grafica, stampa, spille, distribuzione, pubblicità: un figlio.

Underground Press mi ha dato la possibilità di conoscere persone, di farmi conoscere. Adesso ho dei grandi amici, ho Alda Teodorani, Gordiano Lupi, Claudio Parentela, Niccolò Storai, ho grandi persone che mi stanno vicine e facciamo le cose insieme. Ecco, UP mi ha fatto crescere e lo fa ancora.

Adesso che altri albi hanno più successo della rivista, cosicché non è più in testa alle vendite, UP si riveste di un nuovo valore: è la valvola di sfogo, mia e di tanti altri, dove non ci si importa delle vendite, ma si fanno cose che nessuno ha il coraggio di fare. Questo, stranamente, piace.

Ho coniato una definizione molto bene accolta: “fanzine di successo”.

 

Lei ha aperto da solo la casa editrice; oggi invece si avvale di collaboratori. Può spendere qualche parola sullo staff della Nicola Pesce Editore?

Beh, per ora lo staff della NPe sono io. Io mi occupo di quasi tutto il necessario. Collaboratori occasionali piuttosto frequenti sono Cicatelli (www.rolandocicatelli.it) che con i suoi disegni ed i suoi quadri mi è vicino fin dall’inizio ed è il mio pittore preferito; Onof, con i suoi testi ed ancor più con i suoi consigli di marketing ed economia; Calia, Perissinotto e Storai che stanno compiendo un lavoro eccelso lavorando all’albo di prossima uscita “Lucio Fulci, Poeta del Macabro”, per il quale hanno racimolato collaboratori da tutto il mondo. Sono grandiosi.

 

Lei ha scelto il mercato Underground, una scelta sicuramente interessate per la libertà espressiva e artistica di cui godono queste opere. Esiste davvero in Italia un pubblico per questi prodotti?

Un pubblico per questi prodotti esiste in Italia come esiste all’estero. Con “underground” non volevo intendere d’essere una rivista di genere, cosa che comunque non mi dispiacerebbe, ma ho mutuato il termine traducendo in inglese “à rebours”, il famosissimo romanzo di fine ottocento scritto da Huysmans. Intendevo dire che sarò controcorrente e allo stesso tempo inserito nella tradizione letteraria dei secoli passati. So che è assurdo ed anticommerciale, ma è il mio modo di essere contro: togliere di mezzo le sciocchezze di oggi, recuperare la cultura, dire cose forti e vere.

 

L’antologia Killers ha riscosso un buon successo di critica. Tale successo è stato simile anche nell’aspetto commerciale?

Non faccio i salti di gioia per il successo commerciale di Killers, ma per quello di critica sì. L’albo è riuscito a mostrare il mio nome in giro per il mondo. A soldi diciamo che ho appena appena recuperato i costi. Come adesso per il libro di cui parlavo, quello su Fulci. Io non ho intenzione di farmi ricco con questo albo, io applico un prezzo, 8 euro, che non mi consentirà, neppure vendendo tutte le copie (noi le si vende alle fumetterie a metà prezzo), non mi consentirà di recuperare l’investimento. Ma per me è un investimento pubblicitario: un grande albo, grandi autori, grandi storie, prezzo bassissimo.

 

La sua presenza alle fiere, almeno nella figura di editore, è decisamente sporadica. Come promuove le sue opere?

Io non amo molto le fiere, s’è capito, anche se sarò al Napoli Comicon e poi a Lucca. Le mie opere cerco di promuoverle via internet, pubblicizzando il mio sito. E se devo dire la verità, spesso UP e affini si fanno strada da soli. Presto realizzerò una rivista gratuita nella Capitale, ad altissima tiratura (10000 copie), il cui titolo sarà Danger!, che utilizzerò per pubblicizzare tutte le mie cose. Sponsors fatevi avanti!

 

Siti web e giornale frre-press sono la strada del futuro, secondo lei?

Per me i libri devono essere di carta, profumare di carta, avere la copertina rigida e costare 10 euro. Nonostante la free-press sia una cosa bellissima (e ne parlavo nella domanda precedente), io credo che l’arte comunque si paghi. Devono esistere l’uno e l’altra, coadiuvandosi.

Il web è un miracolo divino. Non avrei potuto mai concepire di far nulla senza internet. Prima come diavolo si faceva?? Dovevi essere un grande editore e contattare grossi distributori, sennò buona notte. Internet favorisce i piccoli. Ognuno può avere un sito, il passa parola trova sfogo. Il web è una realtà presente.

 

Può anticiparci qualcosa dei suoi progetti futuri?

Vediamo un po’... cosa bolle in pentola... Non posso non ripetere l’albo su Lucio Fulci, che vedrà autori della Marvel, e poi Catacchio e Miguel Angel Martin e tanti altri.

In questi giorni stiamo girando un cortometraggio il cui protagonista è Franco Nero, che fa un prete donnabondiesco, e vi recita anche Beppe Barile, un attore che si sta facendo strada in Italia. Il corto è stato scritto da Roberto Ferraresi, uno del team di UP, insomma, e verrà girato da Angelo Antonucci, un regista che la sa lunga e ha diretto anche Nino Manfredi, Leo Gullotta e Barbara Bouchet. Abbiamo intenzione di partecipare a un bel po’ di festivals con questo corto (“Etica dell’Omicidio”), magari qualcosa si vince, di certo ci facciamo pubblicità.

Un altra pubblicazione di cui siamo fieri è Ecstasy Love, che uscirà per febbraio, scritto da Eliselle, una ragazza che si dà davvero molto da fare, giungendo persino su Radio 105 ed in infiniti siti. Un ringraziamento al riguardo alla curatrice della collana: C.D. Formetta.

Intanto stiamo dando nuove forze e nuova veste ad UP. Invece del numero 13 uscirà il numero 1 anno II.
Si confermerà la nostra “fanzine di successo”?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Necro.it
Intervista realizzata da Marco Milone il 20/02/2006

 

 

Arte Insieme.

 

Renzo Montagnoli intervista Nicola Pesce.

1) Le origini della vostra casa editrice? 

La Nicola Pesce Editore nasce tre anni fa senza soldi e con tante speranze. Per quasi un anno essere editore per me ha significato perdere 300,00 euro al mese e lavorare di notte stampando la rivista che ha caratterizzato i miei esordi, cioè Underground Press. Era un lavoro bellissimo ed orribile: certe notti d’estate, dopo aver studiato una intera giornata per gli esami universitari, dovevo mettermi di fronte a quella calda fotocopiatrice, con la luce accesa e le zanzare intorno, stampare centinaia di copie (e quante volte s’inceppava!) poi mettere le pagine nel giusto ordine, spillare e piegare.
Per fortuna o perché il progetto meritava, si potè compiere il primo grande passo: portare Underground Press in tipografia, seppure rendendola trimestrale. Le vendite infatti aumentavano, e per me era una strana, rara emozione trovare persone che mi conoscessero.

Se poi ho potuto salire per gradini man mano più importanti è anche grazie alla volontà delle persone che, quando iniziavano a conoscermi, con tanta umiltà, chi più chi meno, si son messe a lavorare con me. Parlo di Niccolò Storai, ad esempio, che curando l’albo Killers ci fece apparire sotto una nuova luce di fronte al mercato italiano.

Per concludere, le origini della Nicola Pesce Editore, per chi non lo avesse capito, giacciono nel fumetto. Quel mondo era più facile da aggredire, per cominciare, di quello delle librerie e delle edicole. E’ stata un scelta dettata dalla mia giovane età, ma che si è rivelata vincente.

2) Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

Nessuno, e nessun progetto unitario. Siamo soltanto delle persone con una infinita voglia di fare. Se dovessi riflettere bene e vedere in cosa io mi differenzi dagli altri editori, direi innanzitutto che per me non c’è crisi, e se c’è ben venga. Sono 40 anni che dicono che c’è crisi, forse anche di più. E’ come chiedere al contadino che vuole vendere come è stato il raccolto quest’anno. Ti dirà sempre che è andato maluccio, così ti darà dei prezzi più alti. E’ comodo dire che va tutto male, invece va tutto a gonfie vele. Ovunque io mi giri vedo gente vogliosa di leggere e lavorare, e quando vedo i pigri e i disfattisti son contento lo stesso, poiché so che marcerò su di loro con gli stivali di ferro. Siamo nella grande Italia, e io mi do da fare.

3) Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare? 

In Italia? E chi lo sa!
Per quanto riguarda la Nicola Pesce Editore voglio semplicemente diventare una realtà nazionale. Abbiamo le carte in regola per farlo. Il nostro cantiere è pieno di iniziative. Certamente continuerà la pubblicazione di Underground Press come tamburo battente, come basso continuo di questi anni, ma si prevede anche l’inizio, per settembre, di una nuova rivista letteraria, L’Ermellino, che raccoglierà la splendente eredità del Foglio Letterario di Gordiano Lupi e chissà quant’altro ancora. Conterrà notizie sui concorsi letterari italiani e una infinità di racconti. Un’altra rivista, Danger!, una freepress ad alta tiratura stavolta (www.dangerdanger.it), è già in moto in questi giorni di luglio a Roma, in 10.000 copie. Sarà bimestrale e parlerà di vino, musica, locali e in genere savoir vivre, con qualche foto di modelli e modelle e un bel po’ di sponsors.
Nel mese di settembre inizierà la pubblicizzazione della Scuola di Fumetto che la Nicola Pesce Editore sta realizzando in quel di Battipaglia, in provincia di Salerno, grazie anche all’aiuto di un altro giovane editore: Cagliostro Press, nella persona dell’irrefrenabile Giorgio Messina.

Da poco la Nicola Pesce Editore è diventata anche produttore cinematografico, con la realizzazione di un cortometraggio, Etica dell’omicidio, che sta partecipando ai più importanti festivals italiani, a partire da quello di Venezia. Per la sceneggiatura dell’esordiente Roberto Ferraresi, il corto è stato girato da Angelo Antonucci (già regista di Nino Manfredi, Leo Gullotta e Barbara Bouchet) ed ha come protagonisti Franco Nero (che non ha certo bisogno di presentazioni) e Peppe Barile (Un posto al sole, R.I.S., ecc.).

Il corto è solo un primo passo verso la produzione cinematografica. Stiamo pensando a un film, una cosa seria, di quelle che poi si vedono nei cinema, ma non ditelo a nessuno ancora.

          

4) In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

Se all’estero si legge molto, rimane il fatto che si leggono cattivi libri. Non voglio certo affermare di essere io a pubblicare quelli buoni, ma ci stiamo lavorando. Noi dobbiamo renderci conto che l’arte è finita, ora rimangono soltanto libri che si scrivono “in minor tempo di quando ce ne voglia per leggerli”, libri che sono come panini. Io non sono contro tutto questo, sarebbe come opporsi al sorgere del sole, ma è bene che si raggiunga la coscenza che non sono altro che panini. Dov’è finito Dostoevskij, dove Bukowski? Stanche orde di emulatori o di giornalisti in carriera scrivono libri che non valgono più il nostro tempo. La tivvù ci bombarda di nullità ignoranti e il pubblico gradualmente viene abbindolato e scorda tutto della cultura.
Così, se in Italia si leggesse ancora meno, non mi metterei a piangere. Vuol dire che pubblicherò libri profumati, o al sapore di prosciutto.

I primi tempi che stampavo Underground Press su ogni copia c’era nel retro un timbro minuscolo, a forma di cavallo di legno, di cavallo di Troia. A significare che tramite un’apparenza a volte quasi sconcia, che attraesse il giovane pubblico, in realtà dentro c’erano dei soldati, i soldati della vera letteratura, della vera arte. Come il bimbo di Tasso, che qualcuno gli bagna le labbra di miele e con quello ingoia l’amara medicina, e “dall’inganno sua vita riceve”. Insomma, non riesco a oppormi alla fiumana, ma non do solo miele.

5) Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

Il nostro lettore ideale “non ha pregiudizi”. Solitamente questa frase indica i perdigiorno che non hanno mai letto un classico della letteratura. Solitamente indica che di pregiudizi ne ha tanti, ma così tanti che non se ne accorge. Il nostro lettore ideale non ama i libri soltanto, ma ama la vita, ama la cultura, il buon vino ed il vivere bene. Il nostro lettore ideale conosce se stesso o ci sta provando, sa concentrarsi nella lettura di un testo e sa piangere spesso, senza vergognarsi, di fronte a un’opera d’arte, e sa ridere delle cose tristi della vita.
Per avvicinare scrittori e lettori la Nicola Pesce Editore, forse il primo manifestarsi della pazzia nella mia testa, sta organizzando tantissimi premi letterari che vanno dai 1000,00 euro in su. parteciparvi vuol dire non soltanto avere la possibilità di vincere ed uno stimolo a scrivere, ma anche prendere coscienza della nostra esistenza, in modo che non sia più possibile prescindervi.
 

6) Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni?

Senz’altro il volume Lucio Fulci – Poeta del Macabro, curato da Storai, Calia e Perissinotto. Spero che continui a darmi le soddisfazioni che mi sta dando, venendo recensito ottimamente su di una infinità di giornali da edicola e quotidiani. Numerosi premi lo hanno candidato come miglio albo a fumetti dell’anno e io sono fiducioso.

Arte Insieme
Intervista realizzata da Renzo Montagnoli il 22/07/2006

 

Cagliostro E-Press.

 

Buongiorno. Abbiamo avuto modo di conversare qualche mese addietro. Può aggiornarci sulla sua casa editrice? 

Stiamo diventando una realtà nazionale. Abbiamo le carte in regola. Il nostro cantiere è pieno di iniziative. Certamente continuerà la pubblicazione di Underground Press come tamburo battente, come basso continuo di questi anni, ma si prevede anche l’inizio, per settembre, di una nuova rivista letteraria, L’Ermellino, che raccoglierà la splendente eredità del Foglio Letterario di Gordiano Lupi e chissà quant’altro ancora. Conterrà notizie sui concorsi letterari italiani e una infinità di racconti. Un’altra rivista, Danger!, una freepress ad alta tiratura stavolta (www.dangerdanger.it), è già in moto in questi giorni di luglio a Roma, in 10.000 copie. Sarà bimestrale e parlerà di vino, musica, locali e in genere savoir vivre, con qualche foto di modelli e modelle e un bel po’ di sponsors.            Nel mese di settembre inizierà la campagna di pubblicizzazione della Scuola di Fumetto che la Nicola Pesce Editore sta realizzando in quel di Battipaglia, in provincia di Salerno, grazie anche all’aiuto di un altro giovane editore: Cagliostro Press, nella persona dell’irrefrenabile Giorgio Messina. Da poco la Nicola Pesce Editore è diventata anche produttore cinematografico, con la realizzazione di un cortometraggio, Etica dell’omicidio, che sta partecipando ai più importanti festivals italiani, a partire da quello di Venezia. Per la sceneggiatura dell’esordiente Roberto Ferraresi, il corto è stato girato da Angelo Antonucci (già regista di Nino Manfredi, Leo Gullotta e Barbara Bouchet) ed ha come protagonisti Franco Nero (che non ha certo bisogno di presentazioni) e Peppe Barile (Un posto al sole, R.I.S., ecc.).         Il corto è solo un primo passo verso la produzione cinematografica. Stiamo pensando a un film, una cosa seria, di quelle che poi si vedono nei cinema, ma non ditelo a nessuno ancora. Un altro importante progetto è quello di diventare distributori di fumetti e merchandising. Stiamo mettendo le carte in regola per diventare lo zoccolo duro della piccola editoria, una sicurezza per tutti gli editori che si sentono un tantino snobbati dalle grandi catene e per tutti i lettori che spesso non riescono a reperirne il materiale. Noi non vogliamo assolutamente fare concorrenza a nessuno: diciamo semplicemente che valorizzeremo ciò che gli altri hanno lasciato a dormire. Entro fine anno sarà attivo un numero verde e un catalogo periodico, con relativo ufficio ordini. Un ufficio e un numero a disposizione di tutti gli editori che vorranno partecipare, con la possibilità di abbattere i costi di spedizione e delegare a noi l’onere degli abbonati e dei piccoli ordini.

Lei ha recentemente stretto una collaborazione con la Cagliostro E-Press. Può spiegarci in che cosa consiste questa collaborazione? 

Sono legato alla Cagliostro E-Press innanzitutto da una buona amicizia, piuttosto recente se devo essere sincerissimo. Unendo le forze delle nostre due case editrici abbiamo intenzione di acquistare (detto... fatto!) dei mezzi di produzione altamente professionali che ci consentano non solo di aumentare esponenzialmente il volume delle nostre pubblicazioni, ma anche di offrire questo stesso servizio ad altre case editrici. Magari questa iniziativa potrebbe prendere a braccetto il distributore di cui parlavo poco fa. Vi immaginate quanto alleggeriremo e semplificheremo il difficile lavoro di tante fanzines italiane!? La collaborazione con la Cagliostro si estende anche alla realizzazione di due Scuole di Fumetto. Una a Battipaglia ed una a Cassino. 

 

Nel mondo del fumetto poche sono state le collaborazioni tra editori, almeno le collaborazioni divulgate pubblicamente. Perché, secondo lei? 

Non sono un tipo che si fa tutte queste domande. Chi lo sa?, forse perché ognuno desiderava essere al centro dell’attenzione e non voleva cedere un metro di terreno all’altro.

 

Dirigendo la rivista Underground Press, lei ha sicuramente avuto occasione di conoscere nomi più noti della Cagliostro e con maggiore esperienza. Che cosa le fa pensare che la Cagliostro si riveli affidabile? E perché un editore che appare distante dalle sue scelte editoriali, almeno per segmento di mercato? 

Mah, io non ho altra scelta editoriale che la qualità artistica dei miei prodotti. Sarebbe dunque offensivo per la Cagliostro affermare che le sue scelte sono distanti dalle mie. Non è che io abbia studiato con la lente di ingrandimento sui libri dell’editoria internazionale per scovare il buon Giorgio Messina, semplicemente ci siamo incontrati per caso. Mi inviò una mail tanto tempo fa, nella quale mi esternava la sua stima, e da allora abbiamo stretto i legami. Ultimamente è stato accusato di fascismo e cose simili. In primo luogo mi viene da dire che ci son pubblicazioni di estrema sinistra e pubblicazioni di estrema destra, inutile allarmarsi come dei ciechi in mezzo a una banda musicale. In secondo luogo io ho avuto modo di incontrare più volte il dott. Messina e il suo essere di destra non ha mai leso la mia libertà di espressione. Mi sembra un imprenditore molto volenteroso, forse a volte troppo. Quasi frenetico, irrequieto. Ma chi è così non può che smuovere le acque, o mi sbaglio?

 

Può anticiparci qualcosa in merito al calendario della Scuola del fumetto di Battipaglia? 

Nessun segreto: apriamo a novembre 2006, Via Gonzaga 97/99. La via è una delle tre arterie principali della città, il locale è bello e spazioso e dopo Lucca si va in scena. 

 

E uscito da poco l'Annuario del fumetto 2006. Lei concorda con la visione della critica sul mercato editoriale italiano, almeno per quanto concerne il 2006? 

Ah, è uscito? Mi ero dimenticato che esistesse un “Annuario del fumetto”.
Sono così preso nel fare le cose che mi dimentico di guardarle! Lo compro e vi faccio sapere!