Eliselle,
autrice di "Ecstasy Love" (NPe)
La
presentazione ufficiale di Ecstasy Love si è
tenuta in data 30 Aprile 2006 dalle 15 del
pomeriggio, durante un 13 ore non-stop di musica al Tek
di Traversetolo (Parma). Un evento unico che si ripete solo una
volta all’anno, e richiama alla memoria i luoghi in cui è
ambientato il romanzo. Un’occasione per procurarsi una copia
insieme al CD e alla spilla, e assaporare il divertimento targato
dallo storico Plasmaphobia – L’epidemia del suono
(questo il
link ufficiale). Un evento organizzato da Massimo Del Soldato,
con la collaborazione di SoundVillage.
In
quell'occasione, abbiamo intervistato la giovanissima, e già molto
nota, Eliselle.
1)
Nome e Cognome originali, età, luogo di nascita e di residenza.
Il
mio vero nome è Elisa, intuibile dal mio soprannome Eliselle. Il
cognome Guidelli. Sono metà modenese e metà reggiana, per nascita
e residenza. In toto emiliana.
2)
Da quanto tempo lavori nel campo della letteratura?
Da
qualche anno. Lavorare però è un termine molto azzardato. Lavoro
letteralmente significa "occupazione o attività
retribuita". Ecco, io presto la mia opera, mi faccio un mazzo
così, ma al momento non ho ancora visto un quattrino. Quindi lo
considero una passione. Lo percepirò come lavoro quando mi darà
anche di che vivere.
3)
Fai altri lavori per mantenerti?
Eccerto!
Lavoro (questa volta in senso letterale) come copywriter. Scrivere
mi piace, e parecchio. Collaboro a riviste, anche. Ma di questi
tempi, penso proprio che non solo chi scrive sia costretto a
trovarsi e inventarsi altre professioni per campare. Mal comune...
4)
Il tuo sito www.delirio.net è
ultra-clickato, quale pensi che sia il segreto del suo successo
(oltre alle frequente e sempre gradita newsletter)?
E'
sempre aggiornato, è scanzonato e al contempo gestito in modo
professionale, tratta argomenti di interesse e va a cercare chicche
e particolarità che rischierebbero di rimanere in secondo piano.
Dà valore a progetti e personaggi intriganti. E' gratuito. Da non
dimenticare, questo, un aspetto che considero assai importante. Si
inscrive nello speciale spirito della rete.
5)
Quali sono i tuoi progetti per l'immediato futuro?
Trasformare
Delirio.NET in un progetto multimediale a 360 gradi, anche al di
fuori della rete. Promuovere i miei due primi libri, Laureande
sull'orlo di una crisi di nervi e Ecstasy Love. Attendere l'uscita
di Chemical Dreams (non so ancora che titolo avrà) per la Coniglio
Editore a Maggio. Iniziare a raccogliere materiale per il mio
prossimo romanzo. Ce ne sono sempre parecchie, di cose da fare.
6)
Cosa ti piace, cosa non ti piace del tuo ultimo libro "Ecstasy
love"?
Mi
piace la storia. Non mi piace che la storia finisca troppo in
fretta.
7)
Cosa è in ballo al riguardo, come, dove lo vuoi pubblicizzare?
Un
tour di presentazioni, con un'apertura fantasmagorica il 30 Aprile
in un evento parmense al Tek di Traversetolo, dove verrà ospitato
dalla Notte dei Ricordi del Plasmaphobia, una delle organizzazioni
più riuscite e mai dimenticate per le sue serate di puro
divertimento. In più, presentazioni alla radio. C'è un CD in
allegato al libro, bisogna approfittarne!
8)
Cosa ne pensi della Nicola Pesce Editore (sincera!)?
Al
momento, è un caos! Ma dicono che con la buona volontà e
l'esperienza si ottimizzi tutto, no?
9)
Quand'è che ti piace scrivere, quali sono le tue modalità di
creazione?
Quando
mi viene un'idea, inizia a girarmi in testa e ho urgenza di
toglierla di lì o non riesco a pensare ad altro. Per fare spazio
nel cervello, allora, mi metto a scrivere ma a volte devo farmi
violenza per concludere. L'ispirazione conta, ma conta molto la
costanza nel metterla su fogli.
10)
Quando un testo, secondo te, è ben riuscito?
Quando
concilia generi anche profondamente diversi tra loro, e li confonde.
Quando è ben scritto, originale, emozionante. Quando trascina il
lettore e gli impedisce di staccarsi dalle pagine. Ma una ricetta
fissa non esiste.
11)
Mi ami?
No,
a Settembre California. Per Miami, vedrò...
12)
Li salutiamo 'sti lettori?
Ciao
a tutti i lettori, un saluto speciale, per voi un invito aperto sui
miei siti personali a dare un'occhiata!
(P.A.)
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Ecstasy
Love
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Acquistare
Ecstasy Love è facile. Ne esistono 2 versioni: una con il CD
omonimo con 5 tracks di musica da discoteca (12,00 €), un'altra
senza CD (8,00 €). E' sufficiente scrivere a ordini@underground-press.net
e comunicare cosa si vuole acquistare ed il proprio indirizzo.
Riceverete la vostra copia entro due settimane, con allegato un
bollettino di conto corrente postale pre-compilato. |
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Necro.it.
Marco Milone intervista
Nicola Pesce.
Lei nasce come scrittore, e poi come
editore. Se non ha trovato nessun editore disposto a pubblicare i suoi
libri, perché ritiene che siano ugualmente pubblicabili?
Innanzitutto buongiorno! Comunque, un libro
pubblicato non è per forza un libro pubblicabile. Oggi girano tanti
libri inutili, anche per editori prestigiosi. Io non voglio
assolutamente contestare le loro scelte, ma il fatto è che per
pubblicare la cosa fondamentale è dare il culo. Chiedo scusa per la
volgarità dell'espressione, ma è dettata dalla rabbia e non può
essere mediata. Per pubblicare esistono vari modi: conoscere
l'editore, conoscere qualcuno nella casa editrice, essere una procace
donzella, eccetera. Non bisogna certo saper scrivere, quella è
l'ultima cosa.
Come scrittore mandavo testi in giro per il
mondo, e tutte le risposte che mi arrivavano erano: troppo forte,
togli questo, metti quello, cambia lo stile e giù di lì. C'erano
persone nelle case editrici, e ci sono tutt'ora, che godono nel farti
modificare il tuo lavoro. Tu, dopo che gli hai dovuto mandare il testo
diecimila volte perché lo perdevano lo buttavano o lo scordavano,
devi metterti a scambiare infinite e-mail, infinite telefonate,
perché l'editor vuole da te modifiche. Non so se siano fatte in nome
del mercato, che tutto lima, in nome delle personali frustrazioni
dell'editor, non lo so.
Ho fondato una casa editrice perché non
posso dare il culo. Non lo so fare e non voglio che altri lo facciano.
Conosco gente che lo fa, e sono tutte brave persone, rispettabili,
niente da dire. Chi si rivolgerà a me come editore magari non avrà
ancora tirature da best-seller, ma avrà sicuramente rispetto. Ad ogni
modo si può vedere che se ho pubblicato qualche libro, non era il
mio! Le mie cose stanno ancora in cantina. Un'altissima umiltà o una
bassissima presunzione mi costringono a non mostrarle ancora al
pubblico.
Non è stata una scelta rischiosa aprire
una casa editrice in periodi di crisi? Dopo questa esperienza
quadriennale la ritiene una scelta saggia?
Oddio, crisi? Quale crisi? Ogni tanto
qualche bancario con due macchine, appartamento, garage, la moglie che
veste firmato, tre figli ognuno dei quali ha un telefonino e spende 50
euro al mese di traffico, ogni tanto qualche individuo così mi dice
che non ce la fa ad arrivare a fine mese, mi dice che c'è crisi.
Io davvero non capisco, a me sembra che vada
tutto a gonfie vele. La crisi alberga nel cuore degli sfaticati, e
solo lì.
Dopo quattro anni (già quattro!?)
sono fiero di come stanno andando le cose. La fortuna aiuta gli
audaci, ma anche se uno è perseguitato come me dalla sfiga ci sono
molte cose che si possono fare. Si dice che è un mondo che non paga.
Io ho passione, mi stringo le mani con tutti coloro che l'hanno e
andiamo avanti, divertendoci. Entro il 2006 guadagnerò abbastanza da
poter vivere solo di questo. Ho 21 anni. Dunque, quale crisi?
Lei si occupa anche della rivista UP. La
ritiene un’esperienza utile?
Nel 2002 avevo fondato la Nicola Pesce
Editore e, pensando che il sale del commercio è la pubblicità,
ragionavo su come fare a non dover stampare ad esempio 10 libri e
dover fare 10 volte pubblicità. Allora pensai: una rivista periodica!
Così la pubblicità sarebbe stata cumulabile. Se facevo pubblicità
al numero 3, ne godevano anche in futuro il 4 il 5 e tutti gli altri!
Poi col tempo, dopo i primi incerti passi,
quando non sapevo dove trovare uno che mi facesse un disegno
passabile, col tempo tutto è cominciato a filare, come un sassolino
che ruzzola da una montagna e prima via piano e poi è una valanga.
Underground Press mi diverte un mondo, mi insegna.
Ho cominciato con 200 miseri euro, grosso
modo. Ho passato le notti a fotocopiarmi la rivista. Sono diventato
umile a forza di bastonate e di sudore. Se qualcuno si complimentava
con me per un numero, io mi sentivo grande perché quel numero era
uscito da me come un pezzo di carne: testi, grafica, stampa, spille,
distribuzione, pubblicità: un figlio.
Underground Press mi ha dato la possibilità
di conoscere persone, di farmi conoscere. Adesso ho dei grandi amici,
ho Alda Teodorani, Gordiano Lupi, Claudio Parentela, Niccolò Storai,
ho grandi persone che mi stanno vicine e facciamo le cose insieme.
Ecco, UP mi ha fatto crescere e lo fa ancora.
Adesso che altri albi hanno più successo
della rivista, cosicché non è più in testa alle vendite, UP si
riveste di un nuovo valore: è la valvola di sfogo, mia e di tanti
altri, dove non ci si importa delle vendite, ma si fanno cose che
nessuno ha il coraggio di fare. Questo, stranamente, piace.
Ho coniato una definizione molto bene
accolta: “fanzine di successo”.
Lei ha aperto da solo la casa editrice;
oggi invece si avvale di collaboratori. Può spendere qualche parola
sullo staff della Nicola Pesce Editore?
Beh, per ora lo staff della NPe sono io. Io
mi occupo di quasi tutto il necessario. Collaboratori occasionali
piuttosto frequenti sono Cicatelli (www.rolandocicatelli.it)
che con i suoi disegni ed i suoi quadri mi è vicino fin dall’inizio
ed è il mio pittore preferito; Onof, con i suoi testi ed ancor più
con i suoi consigli di marketing ed economia; Calia, Perissinotto e
Storai che stanno compiendo un lavoro eccelso lavorando all’albo di
prossima uscita “Lucio Fulci, Poeta del Macabro”, per il quale
hanno racimolato collaboratori da tutto il mondo. Sono grandiosi.
Lei ha scelto il mercato Underground, una
scelta sicuramente interessate per la libertà espressiva e artistica
di cui godono queste opere. Esiste davvero in Italia un pubblico per
questi prodotti?
Un pubblico per questi prodotti esiste in
Italia come esiste all’estero. Con “underground” non volevo
intendere d’essere una rivista di genere, cosa che comunque non mi
dispiacerebbe, ma ho mutuato il termine traducendo in inglese “à
rebours”, il famosissimo romanzo di fine ottocento scritto da
Huysmans. Intendevo dire che sarò controcorrente e allo stesso tempo
inserito nella tradizione letteraria dei secoli passati. So che è
assurdo ed anticommerciale, ma è il mio modo di essere contro:
togliere di mezzo le sciocchezze di oggi, recuperare la cultura, dire
cose forti e vere.
L’antologia Killers ha riscosso un buon
successo di critica. Tale successo è stato simile anche nell’aspetto
commerciale?
Non faccio i salti di gioia per il successo
commerciale di Killers, ma per quello di critica sì. L’albo è
riuscito a mostrare il mio nome in giro per il mondo. A soldi diciamo
che ho appena appena recuperato i costi. Come adesso per il libro di
cui parlavo, quello su Fulci. Io non ho
intenzione di farmi ricco con questo albo, io applico un prezzo, 8
euro, che non mi consentirà, neppure vendendo tutte le copie (noi le
si vende alle fumetterie a metà prezzo), non mi consentirà di
recuperare l’investimento. Ma per me è un investimento
pubblicitario: un grande albo, grandi autori, grandi storie, prezzo
bassissimo.
La sua presenza alle fiere, almeno nella
figura di editore, è decisamente sporadica. Come promuove le sue
opere?
Io non amo molto le fiere, s’è capito,
anche se sarò al Napoli Comicon e poi a Lucca. Le mie opere cerco di
promuoverle via internet, pubblicizzando il mio sito. E se devo dire
la verità, spesso UP e affini si fanno strada da soli. Presto
realizzerò una rivista gratuita nella Capitale, ad altissima tiratura
(10000 copie), il cui titolo sarà Danger!, che utilizzerò per
pubblicizzare tutte le mie cose. Sponsors fatevi avanti!
Siti web e giornale frre-press sono la
strada del futuro, secondo lei?
Per me i libri devono essere di carta,
profumare di carta, avere la copertina rigida e costare 10 euro.
Nonostante la free-press sia una cosa bellissima (e ne parlavo nella
domanda precedente), io credo che l’arte comunque si paghi. Devono
esistere l’uno e l’altra, coadiuvandosi.
Il web è un miracolo divino. Non avrei
potuto mai concepire di far nulla senza internet. Prima come diavolo
si faceva?? Dovevi essere un grande editore e contattare grossi
distributori, sennò buona notte. Internet favorisce i piccoli. Ognuno
può avere un sito, il passa parola trova sfogo. Il web è una realtà
presente.
Può anticiparci qualcosa dei suoi
progetti futuri?
Vediamo un po’... cosa bolle in pentola...
Non posso non ripetere l’albo su Lucio Fulci, che vedrà autori
della Marvel, e poi Catacchio e Miguel Angel Martin e tanti altri.
In questi giorni stiamo girando un
cortometraggio il cui protagonista è Franco Nero, che fa un prete donnabondiesco,
e vi recita anche Beppe Barile, un attore che si sta facendo strada in
Italia. Il corto è stato scritto da Roberto Ferraresi, uno del team
di UP, insomma, e verrà girato da Angelo Antonucci, un regista che la
sa lunga e ha diretto anche Nino Manfredi, Leo Gullotta e Barbara
Bouchet. Abbiamo intenzione di partecipare a un bel po’ di festivals
con questo corto (“Etica dell’Omicidio”), magari qualcosa si
vince, di certo ci facciamo pubblicità.
Un altra pubblicazione di cui siamo fieri è
Ecstasy Love, che uscirà per febbraio,
scritto da Eliselle, una ragazza che si dà davvero molto da fare,
giungendo persino su Radio 105 ed in infiniti siti. Un ringraziamento
al riguardo alla curatrice della collana: C.D. Formetta.
Intanto stiamo dando nuove forze e nuova
veste ad UP. Invece del numero 13 uscirà il numero 1 anno II.
Si confermerà la nostra “fanzine di successo”?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Necro.it
Intervista realizzata da Marco Milone il
20/02/2006
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Arte
Insieme.
Renzo
Montagnoli
intervista Nicola Pesce.
1)
Le origini della vostra casa editrice?
La Nicola Pesce Editore nasce tre
anni fa senza soldi e con tante speranze. Per quasi un anno essere
editore per me ha significato perdere 300,00 euro al mese e lavorare
di notte stampando la rivista che ha caratterizzato i miei esordi,
cioè Underground Press. Era un lavoro bellissimo ed orribile: certe
notti d’estate, dopo aver studiato una intera giornata per gli esami
universitari, dovevo mettermi di fronte a quella calda fotocopiatrice,
con la luce accesa e le zanzare intorno, stampare centinaia di copie
(e quante volte s’inceppava!) poi mettere le pagine nel giusto
ordine, spillare e piegare.
Per fortuna o perché il progetto meritava, si potè compiere il primo
grande passo: portare Underground Press in tipografia, seppure
rendendola trimestrale. Le vendite infatti aumentavano, e per me era
una strana, rara emozione trovare persone che mi conoscessero.
Se poi ho potuto salire per gradini man mano più importanti è anche
grazie alla volontà delle persone che, quando iniziavano a
conoscermi, con tanta umiltà, chi più chi meno, si son messe a
lavorare con me. Parlo di Niccolò Storai, ad esempio, che curando l’albo
Killers ci fece apparire sotto una nuova luce di fronte al mercato
italiano.
Per concludere, le origini della Nicola Pesce Editore, per chi non lo
avesse capito, giacciono nel fumetto. Quel mondo era più facile da
aggredire, per cominciare, di quello delle librerie e delle edicole. E’
stata un scelta dettata dalla mia giovane età, ma che si è rivelata
vincente.
2)
Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?
Nessuno, e nessun progetto unitario.
Siamo soltanto delle persone con una infinita voglia di fare. Se
dovessi riflettere bene e vedere in cosa io mi differenzi dagli altri
editori, direi innanzitutto che per me non c’è crisi, e se c’è
ben venga. Sono 40 anni che dicono che c’è crisi, forse anche di
più. E’ come chiedere al contadino che vuole vendere come è stato
il raccolto quest’anno. Ti dirà sempre che è andato maluccio,
così ti darà dei prezzi più alti. E’ comodo dire che va tutto
male, invece va tutto a gonfie vele. Ovunque io mi giri vedo gente
vogliosa di leggere e lavorare, e quando vedo i pigri e i disfattisti
son contento lo stesso, poiché so che marcerò su di loro con gli
stivali di ferro. Siamo nella grande Italia, e io mi do da fare.
3)
Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della
vostra casa editrice in particolare?
In Italia? E chi lo sa!
Per quanto riguarda la Nicola Pesce
Editore voglio semplicemente diventare una realtà nazionale. Abbiamo
le carte in regola per farlo. Il nostro cantiere è pieno di
iniziative. Certamente continuerà la pubblicazione di Underground
Press come tamburo battente, come basso continuo di questi anni, ma si
prevede anche l’inizio, per settembre, di una nuova rivista
letteraria, L’Ermellino, che raccoglierà la splendente eredità del Foglio
Letterario di Gordiano Lupi e chissà quant’altro ancora. Conterrà
notizie sui concorsi letterari italiani e una infinità di racconti.
Un’altra rivista, Danger!,
una freepress ad alta tiratura stavolta (www.dangerdanger.it),
è già in moto in questi giorni di luglio a Roma, in 10.000 copie.
Sarà bimestrale e parlerà di vino, musica, locali e in genere savoir
vivre, con qualche foto di modelli e modelle e un bel po’ di
sponsors.
Nel mese di settembre inizierà la pubblicizzazione della Scuola di
Fumetto che la Nicola Pesce Editore sta realizzando in quel di
Battipaglia, in provincia di Salerno, grazie anche all’aiuto di un
altro giovane editore: Cagliostro Press, nella persona dell’irrefrenabile
Giorgio Messina.
Da poco la Nicola Pesce Editore è diventata anche produttore
cinematografico, con la realizzazione di un cortometraggio, Etica
dell’omicidio, che sta partecipando ai più importanti festivals
italiani, a partire da quello di Venezia. Per la sceneggiatura dell’esordiente
Roberto Ferraresi, il corto è stato girato da Angelo Antonucci (già
regista di Nino Manfredi, Leo Gullotta e Barbara Bouchet) ed ha come
protagonisti Franco Nero (che non ha certo bisogno di presentazioni) e
Peppe Barile (Un posto al sole,
R.I.S., ecc.).
Il corto è solo un primo passo verso la produzione cinematografica.
Stiamo pensando a un film, una cosa seria, di quelle che poi si vedono
nei cinema, ma non ditelo a nessuno ancora.
4)
In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case
editrici?
Se all’estero si legge molto,
rimane il fatto che si leggono cattivi libri. Non voglio certo
affermare di essere io a pubblicare quelli buoni, ma ci stiamo
lavorando. Noi dobbiamo renderci conto che l’arte è finita, ora
rimangono soltanto libri che si scrivono “in minor tempo di quando
ce ne voglia per leggerli”, libri che sono come panini. Io non sono
contro tutto questo, sarebbe come opporsi al sorgere del sole, ma è
bene che si raggiunga la coscenza che non sono altro che panini. Dov’è
finito Dostoevskij, dove Bukowski? Stanche orde di emulatori o di
giornalisti in carriera scrivono libri che non valgono più il nostro
tempo. La tivvù ci bombarda di nullità ignoranti e il pubblico
gradualmente viene abbindolato e scorda tutto della cultura.
Così, se in Italia si leggesse ancora meno, non mi metterei a
piangere. Vuol dire che pubblicherò libri profumati, o al sapore di
prosciutto.
I primi tempi che stampavo Underground Press su ogni copia c’era nel
retro un timbro minuscolo, a forma di cavallo di legno, di cavallo di
Troia. A significare che tramite un’apparenza a volte quasi sconcia,
che attraesse il giovane pubblico, in realtà dentro c’erano dei
soldati, i soldati della vera letteratura, della vera arte. Come il
bimbo di Tasso, che qualcuno gli bagna le labbra di miele e con quello
ingoia l’amara medicina, e “dall’inganno sua vita riceve”.
Insomma, non riesco a oppormi alla fiumana, ma non do solo miele.
5)
Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi
per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?
Il nostro lettore ideale “non
ha pregiudizi”. Solitamente questa frase indica i perdigiorno che
non hanno mai letto un classico della letteratura. Solitamente indica
che di pregiudizi ne ha tanti, ma così tanti che non se ne accorge.
Il nostro lettore ideale non ama i libri soltanto, ma ama la vita, ama
la cultura, il buon vino ed il vivere bene. Il nostro lettore ideale
conosce se stesso o ci sta provando, sa concentrarsi nella lettura di
un testo e sa piangere spesso, senza vergognarsi, di fronte a un’opera
d’arte, e sa ridere delle cose tristi della vita.
Per avvicinare scrittori e lettori la Nicola Pesce Editore, forse il
primo manifestarsi della pazzia nella mia testa, sta organizzando
tantissimi premi letterari che vanno dai 1000,00 euro in su.
parteciparvi vuol dire non soltanto avere la possibilità di vincere
ed uno stimolo a scrivere, ma anche prendere coscienza della nostra
esistenza, in modo che non sia più possibile prescindervi.
6)
Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni?
Senz’altro il volume Lucio
Fulci – Poeta del Macabro, curato da Storai, Calia e
Perissinotto. Spero che continui a darmi le soddisfazioni che mi sta
dando, venendo recensito ottimamente su di una infinità di giornali
da edicola e quotidiani. Numerosi premi lo hanno candidato come miglio
albo a fumetti dell’anno e io sono fiducioso.
Arte
Insieme
Intervista
realizzata da Renzo Montagnoli il 22/07/2006
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Cagliostro
E-Press.
Buongiorno.
Abbiamo avuto modo di conversare qualche mese addietro. Può
aggiornarci sulla sua casa editrice?
Stiamo diventando
una realtà nazionale. Abbiamo le carte in regola. Il nostro cantiere
è pieno di iniziative. Certamente continuerà la pubblicazione di
Underground Press come tamburo battente, come basso continuo di questi
anni, ma si prevede anche l’inizio, per settembre, di una nuova
rivista letteraria, L’Ermellino,
che raccoglierà la splendente eredità del Foglio Letterario di
Gordiano Lupi e chissà quant’altro ancora. Conterrà notizie sui
concorsi letterari italiani e una infinità di racconti. Un’altra
rivista, Danger!, una
freepress ad alta tiratura stavolta (www.dangerdanger.it),
è già in moto in questi giorni di luglio a Roma, in 10.000 copie.
Sarà bimestrale e parlerà di vino, musica, locali e in genere savoir
vivre, con qualche foto di modelli e modelle e un bel po’ di
sponsors.
Nel mese di settembre
inizierà la campagna di pubblicizzazione della Scuola di Fumetto che
la Nicola Pesce Editore sta realizzando in quel di Battipaglia, in
provincia di Salerno, grazie anche all’aiuto di un altro giovane
editore: Cagliostro Press, nella persona dell’irrefrenabile Giorgio
Messina. Da poco la Nicola Pesce
Editore è diventata anche produttore cinematografico, con la
realizzazione di un cortometraggio, Etica
dell’omicidio, che sta partecipando ai più importanti festivals
italiani, a partire da quello di Venezia. Per la sceneggiatura dell’esordiente
Roberto Ferraresi, il corto è stato girato da Angelo Antonucci (già
regista di Nino Manfredi, Leo Gullotta e Barbara Bouchet) ed ha come
protagonisti Franco Nero (che non ha certo bisogno di presentazioni) e
Peppe Barile (Un posto al sole,
R.I.S., ecc.).
Il corto è solo un primo
passo verso la produzione cinematografica. Stiamo pensando a un film,
una cosa seria, di quelle che poi si vedono nei cinema, ma non ditelo
a nessuno ancora. Un altro
importante progetto è quello di diventare distributori di fumetti e
merchandising. Stiamo mettendo le carte in regola per diventare lo
zoccolo duro della piccola editoria, una sicurezza per tutti gli
editori che si sentono un tantino snobbati dalle grandi catene e per
tutti i lettori che spesso non riescono a reperirne il materiale. Noi
non vogliamo assolutamente fare concorrenza a nessuno: diciamo
semplicemente che valorizzeremo ciò che gli altri hanno lasciato a
dormire. Entro fine anno sarà attivo un numero verde e un catalogo
periodico, con relativo ufficio ordini. Un ufficio e un numero a
disposizione di tutti gli editori che vorranno partecipare, con la
possibilità di abbattere i costi di spedizione e delegare a noi l’onere
degli abbonati e dei piccoli ordini.
Lei ha
recentemente stretto una collaborazione con la Cagliostro E-Press.
Può spiegarci in che cosa consiste questa collaborazione?
Sono legato alla
Cagliostro E-Press innanzitutto da una buona amicizia, piuttosto
recente se devo essere sincerissimo. Unendo le forze delle nostre due
case editrici abbiamo intenzione di acquistare (detto... fatto!) dei
mezzi di produzione altamente professionali che ci consentano non solo
di aumentare esponenzialmente il volume delle nostre pubblicazioni, ma
anche di offrire questo stesso servizio ad altre case editrici. Magari
questa iniziativa potrebbe prendere a braccetto il distributore di cui
parlavo poco fa. Vi immaginate quanto alleggeriremo e semplificheremo
il difficile lavoro di tante fanzines italiane!?
La collaborazione con la
Cagliostro si estende anche alla realizzazione di due Scuole di
Fumetto. Una a Battipaglia ed una a Cassino.
Nel mondo del
fumetto poche sono state le collaborazioni tra editori, almeno le
collaborazioni divulgate pubblicamente. Perché, secondo lei?
Non sono un tipo
che si fa tutte queste domande. Chi lo sa?, forse perché ognuno
desiderava essere al centro dell’attenzione e non voleva cedere un
metro di terreno all’altro.
Dirigendo la
rivista Underground Press, lei ha sicuramente avuto occasione di
conoscere nomi più noti della Cagliostro e con maggiore esperienza.
Che cosa le fa pensare che la Cagliostro si riveli affidabile? E
perché un editore che appare distante dalle sue scelte editoriali,
almeno per segmento di mercato?
Mah, io non ho
altra scelta editoriale che la qualità artistica dei miei prodotti.
Sarebbe dunque offensivo per la Cagliostro affermare che le sue scelte
sono distanti dalle mie. Non è
che io abbia studiato con la lente di ingrandimento sui libri dell’editoria
internazionale per scovare il buon Giorgio Messina, semplicemente ci
siamo incontrati per caso. Mi inviò una mail tanto tempo fa, nella
quale mi esternava la sua stima, e da allora abbiamo stretto i legami.
Ultimamente è stato accusato di
fascismo e cose simili. In primo luogo mi viene da dire che ci son
pubblicazioni di estrema sinistra e pubblicazioni di estrema destra,
inutile allarmarsi come dei ciechi in mezzo a una banda musicale. In
secondo luogo io ho avuto modo di incontrare più volte il dott.
Messina e il suo essere di destra non ha mai leso la mia libertà di
espressione. Mi sembra un
imprenditore molto volenteroso, forse a volte troppo. Quasi frenetico,
irrequieto. Ma chi è così non può che smuovere le acque, o mi
sbaglio?
Può anticiparci
qualcosa in merito al calendario della Scuola del fumetto di
Battipaglia?
Nessun segreto:
apriamo a novembre 2006, Via Gonzaga 97/99. La
via è una delle tre arterie principali della città, il locale è
bello e spazioso e dopo Lucca si va in scena.
E uscito da poco
l'Annuario del fumetto 2006. Lei concorda con la visione della
critica sul mercato editoriale italiano, almeno per quanto
concerne il 2006?
Ah, è uscito? Mi
ero dimenticato che esistesse un “Annuario del fumetto”.
Sono così preso nel fare le cose che mi dimentico di guardarle! Lo
compro e vi faccio sapere!
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